La ricetta della felicità? Avere il DNA danese!

La ricetta della felicità non si trova di certo in un ricettario per la cucina, nonostante questi libri contengano tanti validi motivi per essere felici, soprattutto tramite il palato. La felicità è già un concetto difficile da esprimere e definire in termini scientifici, a questo sommiamo che (quasi) tutti vorremmo essere felici ma che dna molecule of pencilstante volte non sappiamo come fare.

Della “ricerca della felicità” non si sono occupati solo stregoni, fattucchieri, esponenti delle varie religioni e filosofi. Anche la scienza da tempo cerca di rintracciare quale sia l’ingrediente segreto della felicità! La risposta sembra arrivare dalla genetica. Infatti, secondo gli studi del Prof. Proto, la felicità risiede nel codice genetico: più il DNA è simile a quello della popolazione di Danimarca e più è possibile essere felici.

Per chiarire questi curiosi risultati partiamo da due semplici concetti. L’essere umano si è evoluto in ogni angolo del mondo, su pianure, montagne, a ridosso di vulcani, nel deserto o in ambienti glaciali. Il DNA ovviamente nel corso dei millenni si è adattato all’ambiente in cui l’essere umano è venuto a crescere e fondare le proprie tradizione. Pertanto, abbiamo una base genetica che ci assomiglia e accomuna tutte le popolazioni del mondo, con alcune differenze che chiaramente spiegano e permettono la sopravvivenza dell’individuo in un preciso luogo del mondo. Pensiamo ad esempio a essere felici_nuovesoluzioni.netquanto la morfologia e la fisiologia degli Africani si sia trasformata per sopravvivere agli ambienti caldi e desertici dell’Africa. Quindi ogni popolazione ha le sue caratteristiche genetiche peculiari, rimanendo comunque imparentate tra loro sempre sul fronte genetico.

Il secondo concetto risiede in una esperienza comune che si ripete di anno in anno. Regolarmente sentiremo dai Tg o leggeremo sulle pagine dei giornali di una classifica dei paesi più “felici”. In testa alla classifica vi sono sempre i paesi del Nord, in primis Danimarca e Olanda si piazzano sempre alle prime posizioni.

Sulla base di questi dati i ricercatori di Warwick hanno incrociato i Danimarca_nuovesoluzioni.netdati genetici con quelli del valore medio di felicità espresso dalle differenti popolazioni del mondo misurato con specifici questionari e parametri di valutazione. Dai dati emerge che minore è la distanza tra il corredo genetico di una data popolazione e quello dei Danesi e più è elevato il valore medio della soddisfazione/felicità espressa dalla popolazione in questione. Quindi, più il DNA è “simile” a quello della popolazione Danese e più si è inclini al raggiungimento della felicità.

Analizzando più a fondo la questione, i ricercatori hanno spostato la loro attenzione sul gene 5-HTT. Questo gene è stato associato all’insorgenza della depressione a seguito di importanti stress. Del gene esiste una forma corta e una forma lunga. Chi è portatore della forma corta del gene è più a rischio di sviluppare una depressione. Proto e colleghi hanno riscontrato come nelle popolazioni che hanno segnalato un valore medio di felicità superiore agli altri paesi, e in particolarmodo la Danimarca, il gene 5-HTT era più diffuso nella suatricolore in cielo_nuovesoluzioni.net forma lunga.

E secondo voi in Italia, che non ha mai vantato posizioni alte nella scala della soddisfazione delle nazioni, è più diffusa la forma corta o la forma lunga del gene della depressione?

Esatto: siamo tra i paesi con la percentuale più elevata di presenza della forma corta del gene 5-HTT e, pertanto, siamo decisamente più a rischio di sviluppare depressione e quindi essere meno felici.

Dott. Matteo Fabris

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